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Chi una casa non ce l’ha

Restate a casa!

Lo sentiamo ripetere ogni giorno; e mentre qualcuno non riesce a fare a meno di uscire, c’è chi vorrebbe rimanere a casa, ma una casa non ce l’ha.

Questi giorni di epidemia sono particolarmente duri per i senzatetto, costretti a rimanere in strada l’intera giornata e continuamente esposti alla possibilità di contagio, impossibilitati a seguire le normative previste dai decreti, così come le indicazioni igieniche sanitarie per tutelare la propria salute.

Nonostante la complessità della situazione, si è scelto, in accordo con il Comune di Brescia, di tenere aperto Emergenza Freddo, perché l’emergenza di questo momento, oltre il freddo della notte, è anche quella di prendersi cura di queste persone, sole, fragili e senza nulla.

Non è facile evitare assembramenti né mantenere le distanze minime, gli ospiti a fine giornata non vedono l’ora di rientrare al caldo e sentirsi di nuovo al sicuro, ma chiudere il dormitorio sarebbe come abbandonarli, perdendo il contatto con loro e quindi anche la possibilità di sapere se stanno bene.


La scelta di tenere aperto il dormitorio non è affatto facile: viene richiesto a tutti di rimanere il più possibile isolati per limitare la diffusione del contagio, ma rimane la necessità di accoglienza e assistenza per queste persone. Abbiamo quindi deciso di rimanere vicini a chi ha più bisogno d’aiuto, cercando di dare loro sicurezza e serenità; da due settimane, infatti, nei dormitori è sospesa la rotazione degli utenti per avere un maggiore controllo degli accessi, gli ospiti sono stati informati di tutte le precauzioni e le disposizioni da adottare, gli ingressi sono scaglionati e a tutti viene provata la temperatura per assicurarsi che nessuno abbia la febbre o sintomi influenzali, i dormitori sono stati dotati di gel igienizzante e sono state fornite le mascherine protettive (purtroppo, sempre più introvabili).

C’è una costante attenzione alla loro salute, poiché sono persone fortemente a rischio. Ogni sera viene chiesto con premura come stanno e anche quelli che solitamente sono più riservati e silenziosi cercano un confronto o segnalano preoccupati agli operatori persino un mal di denti o un mal di pancia. Ma anche per questo è essenziale mantenere una relazione di fiducia e supporto, è fondamentale per loro avere qualcuno a cui affidare le proprie preoccupazioni e paure.

Loro stessi si sono resi conto della serietà e della gravità di questo momento. Alcuni degli ospiti sono molto preoccupati per la loro salute – in alcuni casi già compromessa dalla vita di strada – e cercano di stare isolati, ma sono molto collaborativi e seguono tutte le precauzioni date perché con gratitudine vedono nel servizio di Emergenza Freddo un punto di riferimento rassicurante. Altri, invece, sono andati via perché si sentono più sicuri a stare in strada da soli, piuttosto che in un luogo chiuso con altre persone.

Molti volontari, comprensibilmente, in questo periodo hanno preferito ritirarsi, per la preoccupazione di un contagio e, soprattutto, per il rischio di essere veicolo di contagio per gli ospiti. Il servizio resta comunque attivo: in queste ultime settimane sono aumentate le ore educative e di presenza con le persone disponibili.

La scelta fatta, per quanto difficile, vuole sottolineare l’importanza di non  eliminare la fragilità per essere più forti, ma di custodire e proteggere chi è più fragile, proprio nel momento in cui queste persone sono quelle più in pericolo.

E per chi ha a cuore la vita di queste persone, la cura, l’attenzione e la relazione con e per l’altro sono la sola scelta possibile, poiché è l’unico modo per continuare ad essere una comunità.

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