Ricucire, guardarsi dentro, prendersi cura, gettare ponti. Un filo conduttore che abbiamo sviluppato durante la nona edizione degli Incontri di Pensiero…
Antonietta Potente ci ha ricordato come guardarsi dentro significa guardare oltre, andare a recuperare quelle che sono le nostre radici perchè solo partendo dalla radice, da quello che siamo, dalla nostra storia, siamo in grado di costruire tutti insieme un percorso basato su relazioni autentiche e in cui vive la possibilità di costruzione;

Il professor Nando Dalla Chiesa ci ha regalato un bellissimo punto di vista quando ci ha detto che inizia tutte le sue lezioni con “c’era una volta“, che ci ricollega inevitabilmente all’elemento della radice, tutto quello che succede ha un origine e uno sviluppo; e il valore delle istituzioni in quanto garanzia per tutti, da dove nasce la possibilità di essere liberi e di agire in libertà.

Ferruccio Capelli è stato la cornice che, da un punto di vista più ampio, ha provato a spiegare il perchè delle paure di cui si è parlato nelle serate precedenti.

Ricucire vuol dire risanare, far ricongiungere parti strappate o lacerate. Ricucire è un viaggio verso noi stessi e verso gli altri: viaggio che ha il fine di costruire ponti grazie all’incontro con lo sguardo dell’altro.
Vivere insieme agli altri significa lasciare loro la libertà di decidere ed è questa libertà che oggi manca:ci sentiamo continuamente minacciati e non capiamo che le radici della diversità possono fiorire in comunione con le nostre senza perdere la nostra identità.
L’Io è con gli altri, perchè nessun uomo è un’isola: non siamo mai arrivati o finiti completamente, c’è sempre qualcosa che può arricchirci.
Ce lo hanno ricordato nell’ultima data di Incontri di pensiero 2019 anche Alessandro Adami, Carlo Gorio, Stefano Zeni con le loro musiche e Beatrice Faedi con i brani che ci ha letto. Grazie a loro per la splendida serata e grazie per avere dedicato a Il Calabrone “Canzone del Maggio”!
Perchè…
… “anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”
Langston Hughes ne “La Libertà” dice:
La libertà non verrà
oggi, quest’anno
o mai
tramite il compromesso e la paura.
Io ho gli stessi diritti
di chiunque altro
di camminare
con le mie gambe
e possedere la terra.
Sono stufo di sentirmi ripetere
“Lascia correre.
Domani è un altro giorno”
Non mi serve la libertà da morto.
Non posso vivere del pane di domani.
La libertà
è un seme robusto
seminato
nella grande necessità.
Io pure vivo qui.
E voglio la libertà
esattamente come te.
E come don Piero diceva sempre:
“Seminare è una delle attività fondamentali dell’essere umano; anche i pensieri si seminano dove vanno a finire…chi lo sa?”
Speriamo che la nona edizione di Incontri di pensiero abbia lasciato dentro di voi dei semi che possano germogliare e dare frutti per il futuro.