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La Casa di Tre Bottoni ringiovanisce!


Con l’ingresso di J. e M. nella Casa di Tre Bottoni l’età media si è abbassata vertiginosamente!

J. ha 20 anni e sta cercando il suo posto nel mondo, cerca un lavoro, cerca nuove relazioni, cerca un ruolo in una società in cui si ritrova solo, senza una famiglia alle spalle su cui poter contare. Ha grandi aspettative e, nonostante la sua giovane età, ragiona già come una persona adulta.

M., neomaggiorenne, sta sperimentando il suo ingresso nel mondo degli adulti: deve concludere l’ultimo anno di scuola, ma vuole essere indipendente e autonomo, cercando di trovare un equilibrio tra lo studio e qualche lavoretto occasionale. Nel frattempo sogna in grande! Vorrebbe studiare medicina e condividere presto un appartamento con il suo compagno di classe, amico di sempre, per sentirsi libero da un contesto familiare che gli sta troppo stretto.

Per entrambi è la prima esperienza di vita da soli e anche la prima volta che si trovano a fare i conti con la gestione della casa, tra pasti da preparare, piatti da lavare, pulizie, riordino e commissioni. Ci sono giorni in cui la Casa di Tre Bottoni somiglia a un appartamento di studenti fuori sede alle prime armi: musica allegra nell’aria, frigorifero vuoto, libri e pc dimenticati sul divano e pila di stoviglie nel lavandino.

Gli “anziani” della casa li rimproverano, seccati di dovergli spiegare come fare una lavatrice o trovando la cucina in disordine. Li chiamano scherzosamente “i due bambini”, ma sotto sotto si sono già affezionati a loro, nonostante screzi e conflitti. Questa differenza di età ha creato una nuova dinamica nella casa, molto simile a quella familiare, dove i più grandi si sono riscoperti ad avere un nuovo ruolo, di guide e consiglieri.

Nonostante il Covid la casa è sempre stata in fremito, gli ospiti non si sono mai fermati per realizzare i propri progetti. I giovani hanno voglia di scoprire il mondo, anche quello del lavoro, e lo fanno con un entusiasmo e un approccio fresco e curioso, che dà alla casa un’atmosfera frizzante e vivace. I progetti che Agnese e Stefania costruiscono con loro sono diversi, molto partecipativi: c’è grande condivisione, hanno tanti sogni nel cassetto, voglia di sperimentarsi, provare, lanciarsi.

C., giovane veterana della casa, dopo aver dovuto rinunciare al suo sogno di andare in Brasile che si stava per realizzare, ha riprogrammato la sua vita, ma senza abbandonare la sua passione per i bambini, e così ha trovato lavoro come babysitter ed è pronta per lasciare Casa di Tre Bottoni. A., dopo averla scelta con cura, ha finalmente trovato la sua prima casa, arredata con gusto con i mobili di El Caracol.

Oggi nella casa si ricreano equilibri, relazioni e ruoli. Ogni nuovo ingresso e ogni nuova partenza fa la differenza nella casa, in un continuo cambio di ruoli e relazioni, che mette in discussione gli inquilini sulle proprie caratteristiche e capacità.

Non si fermano le richieste per accedere alla casa: Stefania e Agnese fanno sempre fatica a selezionare un solo ospite tra le tante storie di persone che avrebbero bisogno di una soluzione abitativa proprio come quella di Casa Tre Bottoni. Vorrebbero poter trovare davvero un posto per tutti, giovani alla ricerca di autonomia, persone costrette allo sfratto, precari che non riescono a pagare l’affitto, pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese, proprio come nella storia di Rodari.

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