Una gioia frizzante e un grande orgoglio hanno pervaso le Tiffany quando è arrivata la grande notizia: il comitato Pride Brescia ha scelto proprio loro per essere le Madrine del Pride che sfilerà per le strade della città sabato 6 settembre.
Cosa significa essere Madrine del Pride?
Solitamente il ruolo di “Madrina del Pride” è ricoperto da personaggi pubblici e famosi, per amplificare i messaggi della manifestazione e dare visibilità.
Allo stesso tempo, però, come scrive Brescia Pride nel suo comunicato, questo ruolo finisce per dare “ulteriore visibilità a persone che già ce l’hanno, e che tante volte non vivono e non combattono quotidianamente contro le discriminazioni di cui si fanno portavoce.” Per questo motivo hanno scelto di ribaltare questa narrazione, individuando chi invece è più ai margini e ha meno voce, eleggendo come Madrine le Tiffany, donne trans, migranti e sexworkers.
“Le madrine che vogliamo non sono famose cantanti, influencers o attrici, ma hanno vite spesso invisibili. Le madrine che vogliamo non riempiono palchi o stadi, ma esistono e resistono ovunque, proprio come noi.”
Le Madrine aprono il corteo del Pride
Saranno le Tiffany ad aprire il corteo, le regine di questa giornata, sopra un carro allestito con grande sfarzo per l’occasione e la musica che accompagnerà la folla.
Un grande orgoglio per loro, che han sempre partecipato al pride dal primo giorno ma mai avevano immaginato di stare dietro le quinte per organizzare.
È iniziato tutto un po’ per caso, partecipando a un talk sulle sex worker sono entrate in contatto più da vicino con la rete Pride Brescia e da qui l’idea di partecipare in modo più attivo.
Poi la svolta quando è arrivata all’improvviso la notizia: un piccolo “gruppo emergente” (come piace definirsi a Marzia) di donne trans e sexworkers aprirà le danze con vivacità, salirà sul palco per portare la propria voce e per parlare a nome della comunità che rappresentano, ancora oggi stigmatizzata e marginalizzata, e farà ballare chiunque con il proprio entusiasmo travolgente.
Hanno accettato subito la proposta, senza pensare alle fatiche dell’organizzare tutto: noleggiare il carro, preparare gli addobbi, acquistare materiali, sostenere le spese, trovare la musica giusta e l’outfit da sfoggiare per l’occasione.
Ma le Tiffany non si fanno facilmente scoraggiare, con il sorriso sempre sulle labbra e un’energia incredibile si sono messe all’opera. Hanno portato macchine da cucire e uncinetti al Progetto Strada per preparare borse, porta torte e porta telefoni con fili e stoffe di recupero per fare una raccolta fondi.
I preparativi per il Brescia Pride
Così, tra una torta di compleanno, chiacchiere e gossip, glitter, veline, carta crespa, tanti caffè e sigarette, il Progetto Strada si è trasformato in un laboratorio creativo che ha impegnato per tutto il mese le ragazze, raddoppiando i loro appuntamenti perché tutto sia pronto per il grande giorno.
Ognuna di loro ha pensato al suo outfit speciale per questo giorno. Alina si è fatta prestare delle fantastiche scarpe arcobaleno con dei pompon. Marzia sta trasformando un suo vecchio abito in qualcosa di unico. Quello di Paola sarà un abito da sogno: “Avrà una gonna molto ampia, a campana. Sarò una principessa!”.
Il pride è un’occasione anche di festa, ma le ragazze hanno preso con grande serietà il loro ruolo e vogliono aprire con onore questa giornata per la rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQI+.
Hanno preparato insieme il discorso che pronunceranno quel giorno, per non dimenticare nulla e non trascurare il minimo dettaglio. Sono elettrizzate e ancora non pensano all’emozione di dover parlare davanti alla platea.
“Quando metteremo il piede sul palco sentiremo il brivido… poi si va in scena!” conclude Paola.