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La mia esperienza da volontaria a Naturando

Sono Paola, una ragazza di 16 anni che quest’estate ha avuto la possibilità di partecipare come volontaria ai campi estivi Naturando, gestiti dalla cooperativa Il Calabrone.

Il 18 giugno ho sentito parlare per la prima volta di Naturando e dopo aver riflettuto sul lanciarmi o meno in questa esperienza, il 21 giugno mi sono ritrovata a Collebeato in un campo immenso di erba verde e ho capito di aver preso la scelta giusta.


Ricordo l’agitazione del primo giorno (e di ogni primo giorno delle 6 settimane di Naturando), come fosse ieri: era un’agitazione positiva, poiché ero esaltata e impaziente di iniziare al tempo stesso.

Sono stata accolta calorosamente dagli educatori, erano contenti della mia presenza e mi hanno fatta sentire fin da subito a mio agio, mi hanno dato fiducia e io mi son sentita sicura di me, così che ho avuto la giusta carica e il coraggio di buttarmi in questa nuova avventura.


All’arrivo dei bambini ogni mattina sentivo la felicità scorrere dentro di me. Ho avuto la fortuna di conoscere tante persone che mi hanno arricchito, grandi e piccoli, e ho riso, ho riso davvero tanto, e dopo un po’ svegliarmi alle 6.30 non era più una fatica.

Ho visto bambini crescere nel corso della settimana, amicizie crearsi e tanta gioia sbocciare come fiori sul loro viso. Quando ripenso al tempo trascorso in quel posto mi rendo conto di come tutto sia passato velocemente e di come questa estate grazie a questa esperienza si sia contraddistinta da tutte le altre.

Ho scoperto lati di me e del mio carattere che pensavo non mi appartenessero: la pazienza, la capacità di tirare fuori il mio lato più infantile e puro, ma anche la mia autorevolezza, quando serviva.

Rivivrei questa esperienza altre mille volte, per poter riabbracciare i bambini, creare delle piccole opere d’arte con loro e vedere la loro creatività sprigionarsi, per ascoltarli e farli sentire capiti e compresi nei momenti di sconforto e per salutarli alla fine della settimana con un sorriso a 32 denti e un po’ di malinconia negli occhi.

Ringrazio il Calabrone per avermi lasciato questo prezioso bagaglio che porterò sempre con me, pieno di ricordi, emozioni e di persone incontrate in questo mio viaggio.

Paola Ioxa

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