L’arrivo dell’Intelligenza Artificiale nella nostra quotidianità affascina e, allo stesso tempo, preoccupa. Come tutte le innovazioni tecnologiche – soprattutto quelle che irrompono nelle nostre vite in modo rapido e dirompente – suscita curiosità ma anche sospetto.
Per non farsi travolgere dai cambiamenti che le tecnologie portano con sé è importante fermarsi a riflettere, interrogarsi e comprenderle, distinguendo i falsi miti dalle opportunità.
Uno sguardo lucido e un’analisi accurata sull’AI sono arrivati da Cristina Pozzi, imprenditrice sociale e divulgatrice, durante la conferenza scenica “Intelligenza artificiale: 7 miti da sfatare e 1 futuro da scrivere”, organizzata all’interno del progetto #NonSoloScienza.
L’intelligenza artificiale non è intelligente
L’Intelligenza Artificiale è proprio una di quelle tecnologie che rischiano di essere fraintese o utilizzate in modo improprio. Durante l’incontro “Intelligenza artificiale: 7 miti da sfatare e 1 futuro da scrivere”, Cristina Pozzi ha provato a smontare alcuni luoghi comuni e ad aprire una riflessione su come usarla a nostro favore, anche in ambito didattico.
“L’AI non è intelligente”
L’AI ci restituisce ciò che noi le forniamo. Ma quanto di noi regaliamo all’AI? Quante informazioni personali, quante notizie su ciò che facciamo o su ciò che sappiamo? Oggi i dati delle persone sono una delle merci più preziose, e l’AI trae vantaggio proprio dalla profilazione degli utenti che alimenta l’algoritmo.
“L’AI non capisce quello che dice”
L’AI funziona attraverso meccanismi matematici che calcolano la probabilità che una risposta sia la più vicina possibile a quella corretta, o a quella che ci aspettiamo di ricevere. Non supererà l’intelligenza umana in quanto non possiede coscienza di sé. Analizza, elabora ciò che ha a disposizione.
“L’AI non è tua amica”
Anche quando si presenta con una forma e un linguaggio “umani” e dà la percezione di uno scambio, non si tratta di un vero dialogo. Non è una persona o un soggetto con cui costruire una relazione. Uno dei rischi è rimanere affascinati o intrappolati nel tentativo di instaurare un rapporto con lei, cercando risposte di senso o significato a vissuti personali.
Non è solo scienza
L’Intelligenza Artificiale non è una scorciatoia né una minaccia. Come tutte le tecnologie, è uno strumento: dobbiamo imparare a conoscerlo e sviluppare quello spirito critico che ci permette di usarlo a nostro vantaggio. Con #NonSoloScienza vogliamo offrire ai giovani strumenti per comprendere il mondo che cambia, coltivando curiosità e consapevolezza nell’uso delle tecnologie.
Non è solo scienza: dentro questo progetto c’è anche la bellezza di fare lezione fuori dall’aula, di ritrovarsi insieme a centinaia di altri giovani per assistere a un evento culturale, di incontrare persone brillanti e lasciarsi affascinare dalla loro passione. C’è anche l’emozione di entrare in un luogo della cultura maestoso come il Teatro Grande, per molti di loro per la prima volta.
Alla fine degli incontri studenti e studentesse si animano facendo domande: vogliono saperne di più, conoscere le scelte di vita e i percorsi di studio di chi è sul palco, capire quali difficoltà hanno incontrato lungo il cammino.
Escono dal teatro con il sorriso e con l’entusiasmo di chi ha scoperto qualcosa di nuovo. E qualcuno con l’idea che davanti a sé possano esserci possibilità che fino a poco prima non aveva nemmeno immaginato.





