Our Blog

Strada facendo, un nuovo furgone grazie a Unicredit

Il vecchio furgone della comunità terapeutica, dopo anni di onorato servizio, è andato in pensione. Tante sono le storie e le avventure che porta con sé, ma era ormai giunto a fine corsa. Fortunatamente, le attività della comunità non si sono mai fermate grazie all’intervento tempestivo di UniCredit, che, per consentire il proseguimento del trasporto di disabili e la consegna dei pasti agli anziani nel Comune di Collebeato, ha generosamente donato un nuovo furgone, più spazioso, confortevole, innovativo e super tecnologico, adatto anche al trasporto di persone con handicap.

Queste due attività sono da tempo parte della solida e proficua collaborazione tra il Comune di Collebeato e Il Calabrone, che, insieme al servizio di attraversamento per le scuole, portano un prezioso servizio per i residenti del paese e, al contempo, creano un’importante occasione educativa per chi sta affrontando un percorso riabilitativo nella comunità.

La donazione di UniCredit a sostegno del progetto “Strada facendo” (grazie ai fondi Carta E, che ha permesso l’acquisto del furgone) è stata deliberata a fine 2019 e dopo pochi giorni il furgone è arrivato; purtroppo, come tutti sappiamo, il lockdown ha costretto a sospendere tante attività ma il furgone è stato provvidenziale per la consegna dei pasti, che non solo non si è fermata  ma anzi si è resa più necessaria e richiesta. La maggior capienza del furgone ha permesso di anche di aumentare le consegne giornaliere da 32 a 44.

La consegna dei pasti agli anziani

Durante il lockdown è stato Mauro ad occuparsi di questo servizio. Era da qualche mese che non usciva dalla comunità e vedere la città così vuota e spenta gli ha lasciato un senso di desolazione profondo. È stato surreale vedere un paese fermo, vuoto, chiuso. Il servizio che ha fatto, però, ha colmato questo vuoto esterno: nelle case gli anziani lo aspettavano con impazienza, scrutando la strada per scorgere il furgone, chi alla finestra, chi alla porta, chi addirittura già sul marciapiede davanti a casa. Vedevano il suo arrivo come una grande consolazione: l’unico contatto di quei giorni di isolamento.

È stato piacevole per Mauro vedere queste persone così contente anche solo per un incontro fugace, vedere i loro sorrisi e capire che ne era il motivo, accogliere la loro voglia di chiacchierare ed essere confortati. Al contempo, è stata una soddisfazione scoprirsi utile: un servizio che prima poteva essere dato scontato, in un momento come quello del lockdown è diventato essenziale per molti. Senza volerlo, stava facendo per loro di più di quel che si aspettavano.

Con il passare del tempo Mauro è entrato in confidenza con i suoi “nonnini”, tra una battuta, un’attenzione in più per quel signore che si sente solo, un gesto d’aiuto per la signora che non riusciva ad aprire la bottiglia. In breve si è affezionato alla voce flebile di quella donna che lo ringrazia all’infinito, al quel signore smemorato o alla coppia che ride e scherza mentre li aiuta a compilare il menù.

Anche gli anziani sono entrati in confidenza con lui, riconoscendo il suo impegno e la sua premura. Un uomo, in particolare, inizialmente burbero e schivo, è diventato improvvisamente gentile e gradevole. “Forse perché ha visto che nonostante le difficoltà, c’era qualcuno lì per aiutarlo.” Non è stato facile, poi, spiegargli che non poteva entrare in casa per prendere il caffè offerto o rifiutare la colomba per la Pasqua, la loro riconoscenza era grandissima! Mauro non avrebbe voluto altro: “Ho ricevuto tanta gioia da loro!

Ci sono stati anche dei momenti difficili: come, ad esempio, soccorrere una signora che si era ferita o la preoccupazione per l’anziano che non risponde al citofono, ma anche il duro compito di consolare chi aveva vissuto un lutto senza sapere come confortarlo. Come dirgli che andrà tutto bene?

Durante tutto questo periodo Mauro dal furgone ha potuto vedere una città deserta pian piano riprendere vita e ritrovare speranza. È stato come prendere una boccata d’aria vedere le strade rianimarsi, i negozi riaprire e incontrare alcune delle persone a cui portava i pasti che riprendono a vivere il quartiere e lo salutano con gioia.

Il trasporto disabili

Da qualche settimana Tiziano ha iniziato ad occuparsi del trasporto disabili, ripreso dopo la riapertura. Tutte le mattine parte con il furgone per andare a prendere Claudio, un ragazzo di 19 anni, per accompagnarlo al servizio diurno. L’accompagnamento è anche fisico, perché Claudio ha bisogno di essere sostenuto in ogni suo movimento. Al momento è l’unico ad aver ripreso ad andare a scuola, solitamente sono in quattro e sul furgone c’è sempre una gran confusione, tra chiacchiere, risate, battute, scherzi e, a volte, anche piccoli battibecchi.

Inizialmente Tiziano non era affatto convinto di voler fare questo servizio: è quasi alla fine del suo percorso e non immaginava di dover iniziare una nuova attività, inoltre, Claudio soffre di svenimenti improvvisi e Tiziano era preoccupato di non essere in grado di aiutarlo, aveva paura che potesse cadere e farsi male. Poi l’ha visto, con il suo caschetto e lo zaino in spalla, pronto per salire sul furgone: Claudio per farsi conoscere l’ha accarezzato e i timori di Tiziano se ne sono andati. Se l’è subito preso a cuore e ha capito di dover fare qualcosa per lui: “far bene a lui fa bene anche a me!”

Quando è iniziato il lockdown, Tiziano era quasi contento di non dover andare in paese con il furgone tutte le mattine per far attraversare i bambini che vanno a scuola, non ama molto stare tra la gente, ma adesso che ha conosciuto C. deve ricredersi: è bello imparare a star con lui, conoscerlo, capirlo e farsi capire, farlo sentire a suo agio e tranquillizzarlo, ma anche lasciarsi stupire e sorprendere dai suoi gesti e dai suoi racconti straordinari che riempiono i viaggi sul furgone, “aiuta a capire meglio gli altri e sé stessi”.

Tiziano, per le vicissitudini che ha affrontato nella sua vita, si è sempre ritenuto sfortunato, ma da quando ha visto Claudio, che nonostante la sua fragilità e le difficoltà che si trova a combattere ogni giorno non si lamenta mai, Tiziano si è visto costretto a rivedere il suo vissuto da un’altra prospettiva. Come se Claudio, con il suo buon umore e il suo tenace entusiasmo, gli avesse insegnato come affrontare i propri limiti e ostacoli.

L’utilità del mezzo durante la situazione emergenziale è stata evidente e lo sarà anche con la ripresa dei servizi che, speriamo, piano piano ritroveranno una nuova normalità.
Il dono di UniCredit non ha solamente sopperito alla mancanza di un mezzo di trasporto, ma ha anche veicolato occasioni, emozioni, incontri, relazioni e solidarietà e continuerà a farlo nel futuro.



Ultime notizie dalle comunità

Strada facendo, un nuovo furgone grazie a Unicredit

Strada facendo, un nuovo furgone grazie a Unicredit

30 Luglio 2020

Il vecchio furgone della comunità terapeutica, dopo anni di onorato servizio, è andato in pensione. Tante sono le storie e le avventure che porta con sé, ma era ormai giunto a fine corsa. Fortunatamente, le attività della comunità non si sono mai fermate grazie all’intervento tempestivo di UniCredit, che ne ha generosamente donato uno nuovo.Read More

Fausta racconta il progetto Massaia

Fausta racconta il progetto Massaia

9 Ottobre 2019

Il progetto “Massaia” è attivo da 5 anni e consiste nell’aiutare le famiglie in difficoltà: ogni giorno due utenti del reinserimento si recano al supermercato Coop e ritirano il cibo in scadenza o con confezioni difettose, lo portano al Calabrone e ne fanno delle borse spesa da dare alle famiglie.Read More

Tags: ,

Mostra i commenti (0)

Questo è un sito unico che richiederà un browser più moderno per lavorare! Please upgrade today!