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L’amministrazione, il motore-ombra del Calabrone


Per intervistarle avevo pianificato un’ora – anche per non disturbare il loro lavoro – ma per scoprire di cosa si occupano le impiegate dell’amministrazione non sono bastate tre ore.

Nel frattempo ho assistito in diretta a una parte dell’attività che mi stavano descrivendo: richieste di informazioni telefoniche, consegne di merce e relativo controllo, ricevimento di posta, iscrizioni alle attività della cooperativa, ricerca del referente per il tirocinante in arrivo… è il front office, bellezza.

Per rispondere a d alcune di queste richieste servono doti di pazienza e di fantasia – qui non ci si annoia mai, mi dicono; C’è bisogno, invece, di rigore e di precisione per la parte più tradizionale dei loro compiti: contabilità, controllo di gestione, cedolini paga, dichiarazioni fiscali, registrazioni contabili, comunicazioni agli enti, preparazione dei documenti per partecipare a bandi e appalti, raccolta dei dati per il monitoraggio dei progetti e per le rendicontazioni – attività indispensabili per amministrare le finanze della cooperativa.

E’ tutto? Chiedo, già sbalordita per la quantità di funzioni svolte.

Assolutamente no. Non abbiamo ancora parlato del capitolo “conoscenza e rispetto delle normative e relativi adeguamenti” nonché delle attività tipiche di ogni cooperativa, quelle relative ai soci: registri sociali, verbali, vidimazioni.

Si agisce anche come CAAF per i dipendenti: a loro viene offerta la compilazione del 730, dell’ISEE, delle richieste di maternità, di assegni familiari ecc. Tutti questi adempimenti vengono svolti anche per l’Associazione Amici del Calabrone.

A propositi di dipendenti, chi si occupa della gestione del personale?

La risposta si fa articolata: la scelta dei nuovi assunti compete al Responsabile del Personale e al Responsabile del settore interessato, mentre l’amministrazione si occupa della stesura del contratto e degli adempimenti successivi, diversificati in funzione del tipo di inquadramento.

Quando penso di aver esaurito gli argomenti di intervista, mi ricordano che da un paio d’anni il Calabrone si è arricchito di un nuovo servizio, il Consultorio Familiare di via Volturno: nuove prestazioni e nuovi dipendenti da gestire, per le “ragazze dell’amministrazione”.

Quante sono, non l’abbiamo ancora detto: tutta questa mole di lavoro è tenuta a bada da una persona a tempo pieno (Cati, la responsabile), e da tre persone a part time (Mariella, Vera e Betty).

Lo staff riassume efficacemente il proprio lavoro con un’immagine: “Noi siamo come una lavatrice: gli altri dipendenti la caricano, noi la facciamo funzionare”. Un motore-ombra, insomma.

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